Skip to main content

“Le vittime italiane del nazionalsocialismo. Un progetto per le scuole e la cittadinanza” è il risultato del lavoro di ricerca sviluppato presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova e coordinato dal Prof. Filippo Focardi. L’obiettivo principale è la disseminazione dei risultati del precedente progetto di ricerca “Le vittime italiane del nazionalsocialismo: le memorie dei sopravvissuti. Conoscere, ricordare, diffondere” che aveva consentito la raccolta di oltre cento video-interviste a cittadine e cittadini italiani sopravvissuti alla violenza nazionalsocialista, appartenenti a diverse categorie di vittime: superstiti civili e militari dei massacri, vittime della deportazione razziale e politica, lavoratori coatti, internati militari, partigiani sottoposti ad arresto, torture, violenze. Le video-interviste, realizzate fra il 2109 e il 2020, sono state fin qui rese accessibili attraverso un portale che contiene un apposito archivio digitale.
L’attuale progetto prevede il potenziamento del portale e la sua trasformazione in uno strumento di public history consultabile a scopi didattici e informativi da docenti e studenti e dalla cittadinanza interessata.

Particolare attenzione è stata prestata all’azione didattico-comunicativa rivolta sia alle scuole superiori di ogni ordine e grado sia alle università. A questo scopo, utilizzando le video-interviste precedentemente raccolte, sono stati realizzati tre documentari dedicati alla persecuzione antisemita e alla Shoah in Italia, ai sopravvissuti alle stragi nazifasciste e alla vicenda degli internati militari italiani.
Il progetto è stato realizzato con il coinvolgimento di docenti del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova esperti di storia e memoria della seconda guerra mondiale, di operatori culturali esperti nel settore della didattica in ambito storico e di esperti della comunicazione digitale.
Il progetto, come il precedente, è stato finanziato dal Fondo italo-tedesco per il futuro, stanziato dalla Repubblica federale tedesca per realizzare una politica di riconciliazione e sviluppare una comune cultura del ricordo fra Italia e Germania.

IL CONTESTO STORICO

L'Italia nella seconda guerra mondiale

L’Italia fascista concorre, insieme alla Germania e al Giappone, a scardinare negli anni Trenta l’ordine internazionale di pace creato dopo la prima guerra mondiale.

Promulgazione leggi razziali fasciste

Insieme di provvedimenti legislativi e amministrativi contenenti divieti e limitazioni che colpiscono le persone di origine ebraica. L’insieme dei provvedimenti, che vengono inaspriti fino al 1943, sancisce per legge la condizione di discriminazione degli ebrei in Italia.

Entrata in guerra dell’Italia

10 giugno 1940 – A un anno dallo scoppio della Seconda guerra mondiale (1 settembre 1939), Benito Mussolini, con il celebre discorso pronunciato dal balcone di Palazzo Venezia, Roma, dichiara guerra alla Francia e alla Gran Bretagna accanto alla Germania nazista.

Caduta del fascismo

25 luglio 1943 – La seduta del Gran consiglio del Fascismo della notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 segna la fine del regime fascista. L’Ordine del giorno presentato da Dino Grandi, approvato con 19 voti contro 7 e 1 astenuto, causa la destituzione di Mussolini dal suo…Leggi di più

Armistizio

8 settembre 1943 – L’8 settembre 1943 il maresciallo Badoglio, nominato capo del governo dopo la caduta del regime fascista, annuncia la fine delle ostilità con gli Alleati. In realtà, l’armistizio venne firmato il 3 settembre precedente a Cassabile, ma venne reso noto solo in seguito alle pressioni alleate.

Deportazione degli ebrei da Roma

16 ottobre 1943 – All’alba del 16 ottobre 1943 truppe tedesche diedero inizio ad un grande rastrellamento degli ebrei presenti a Roma. Circa 1250 persone furono arrestate delle quali 1022 deportate ad Auschwitz-Birkenau il giorno 18 successivo. Solo 16 persone (quindici uomini, una donna, nessun bambino), fecero ritorno a casa…Leggi di più

Strage di Sant’Anna di Stazzema

12 agosto 1944 – Il 12 agosto 1944 la popolazione di Sant’Anna, frazione del comune di Stazzema, fu vittima di una strage indiscriminata ad opera di alcuni reparti tedeschi. Questa si collocava in un più ampio piano di sistematico massacro di civili. Nel corso del rastrellamento morirono 394 persone.

Strage di Monte Sole

29 settembre 1944 – 5 ottobre 1944 La strage di Monte Sole ha visto la morte di 770 persone, perlopiù donne, bambini e anziani, e per questo può essere considerata il più grave crimine commesso contro una popolazione civile da parte delle truppe naziste nell’Europa occidentale. Il principale responsabile fu…Leggi di più

Liberazione

25 aprile 1945 – Il 25 aprile, festa della Liberazione, celebra la fine della Seconda guerra mondiale in Italia. Le forze alleate, insieme alla Resistenza, liberarono il Paese dalla dittatura fascista e dall’occupazione tedesca, avviando la transizione verso la Repubblica. In realtà si tratta di una data simbolica che ricorda…Leggi di più

Ritorno a casa dei deportati

Estate – inverno 1945 Nel corso della Seconda guerra mondiale furono migliaia i cittadini italiani ad essere deportati in Germania o nei territori occupati dalle forze tedesche: tra questi gli internati militari (IMI) e gli ebrei. Il rimpatrio, gestito in gran parte dagli Alleati, avvenne tra l’estate e l’inverno 1945.

Processo di La Spezia

2006 – 2007 Con la scoperta dell’Armadio della vergogna (1994) si inaugura una nuova stagione giudiziaria. A La Spezia sono processati 17 militari nazisti appartenenti alla Divisione responsabile della strage di Monte Sole. Al termine del processo sono 10 gli imputati condannati all’ergastolo e 7 quelli assolti.